CES 2014, i nuovi tablet Samsung


Sono quattro, da 8, 10 e 12 pollici, e hanno una spiccata vocazione lavorativa. Ma sono abbastanza
Las Vegas – Se i protagonisti del CES in casa Samsung sono sempre i tv, sono comunque 4 e anche piuttosto interessanti, i tablet presentati dai coreani alla conferenza stampa avvenuta nella notte italiana. Si chiamano Samsung Galaxy NotePRO 12.2, TabPRO 12.2, TabPRO10.2 e TabPRO8.4 e puntano chiaramente a conquistare una clientela più orientata al business che al tempo libero.
Tutti i tablet avranno lo stesso display - un pannello WQXGA 16:10 con risoluzione 2560 x 1600 - e lo stesso processore quad-core, lo Snapdragon 800 da 2,3 GHz. La versione di Android è aggiornata a KitKat – all’esordio sui dispositivi Samsung – anche se personalizzata dall’interfaccia della casa coreana.
Tutti i modelli saranno disponibili nelle versioni Wi-Fi o Wi-Fi e 3G/LTE.

Galaxy NotePRO 12.2

Sarà disponibile in bianco e in nero e in una sola dimensione: 12,2″, appunto. È dotato di rinnovato pennino S-Pen, che trova alloggiamento nella scocca nonostante uno spessore del tablet di appena 7,95 millimetri. Le dimensioni generose dello schermo permettono di affiancare fino a quattro applicazioni in uso contemporaneo: è la funzione Quad View, pensata per favorire un miglior multitasking, anche proprio al pennino, con cui si possono copiare e spostare contenuti da una finestra all’altra. Inoltre, sfruttando al massimo lo spazio a disposizione, Samsung offre una tastiera QWERTY virtuale completa, per una miglior digitazione sullo schermo.
Tra le funzioni aggiuntive, l’interfaccia Magazine UX (che permette di visualizzare al meglio le informazioni su una sola schermata, come su una rivista interattiva), Remote PC - per salvare e modificare file da remoto – e Hancom Office, efficiente suite di elaborazione testi ottimizzata per Android. Infine due strumenti per le immancabili riunioni: con Cisco WebEx Meetings si possono realizzare video conferenze mentre Samsung e-Meeting permette di condividere facilmente contenuti.
La fotocamera posteriore è da 8 Mpixel con flash LED, quella anteriore da 2 Mpixel. Può girare video in Full HD a 1080p a 60 frame per secondo. La batteria è da 9500 mAh e la memoria interna da 32GB o 64GB, espandibili fino a ulteriori 64GB tramite microSDXC.
Sottile, elegante, con una cornice ridotta al minimo. 12 pollici sono comunque tanti e le dimensioni importanti: il peso è di 750 grammi.

L’altro modello di punta è il Galaxy TabPRO 12.2

Ha le stesse dimensioni del NotePRO, ma si distingue naturalmente per l’assenza di pennino. A parte questo, si tratta praticamente di un gemello del NotePRO. Processore quad-core, 3GB di RAM, 32GB o 64GB di memoria interna e stesse funzioni business aggiuntive.
Non cambiano nemmeno le dimensioni né il peso.

TabPRO 10.1

Si differenziano dai più grandi 12 pollici per un peso nettamente inferiore – siamo sui 500 grammi, il 50% in meno – e per uno spessore ridotto – rispettivamente di 7,2 e 7,3 millimetri, contro i 7,95 dei tablet più grandi. Migliore definizione dello schermo: a parità di definizione, infatti, aumenta densità di pixel – che qui passa da 248 a 360.
Scende la RAM, che passa da 3GB a 2GB, e si dimezza la memoria interna, disponibile da 16GB o 32GB (ed espandibile sempre fino a 64GB tramite schede microSDXC). Anche la batteria è leggermente meno potente, ma gli 8.220 mAh non devono affrontare il consumo di un pannello di 12 pollici di grandezza

Infine il più piccolo, il TabPRO 8.4.

Ha le dimensioni più ridotte, ma la stessa risoluzione dello schermo. Dentro c’è il solito processore quad-core, e la RAM come nel modello intermedio (2GB), con cui condivide anche l’offerta di memoria interna da 16GB o 32GB.

Ancora meno capiente la batteria, qui da 4.800 mAh.

Yahoo! lancia la sfida ai giornali e a Google con un nuovo magazine e una piattaforma pubblicitaria

Fermi tutti, arriva Marissa Mayer. Chi pensa che il Ces di Las Vegas sia un evento strettamente dedicato all'hardware evidentemente si sbaglia. Bastava cercare di assistere di persona al keynote che la ceo di Yahoo! ha tenuto ieri alla fiera dell'elettronica per esserne consci. Una fila lunghissima, come quella per gli annunci di prodotto più importanti. In molti sono rimasti fuori, intanto la 38 manager in abito blu illustrava con voce bassa ma decisa una strategia che mette in guardia tutti: i giornali, Google, Facebook.

Yahoo!, data per finita fino a poco tempo fa, è più viva che mai, sembrava dire la Mayer portando sul palco i protagonisti della sua rivoluzione di immagine, ma non solo.
La Mayer ha detto che Yahoo! è una media company. L'obiettivo è duplice: spingere sui contenuti di qualità e dare ai pubblicitari una serie di nuovi strumenti per intercettare i gusti degli utenti.
Si è parlato di informazione e giornalismo. Sul palco è salito il 18enne Nick D'Alosio, che vendendo a Yahoo! la sua applicazione Slummy ha messo in tasca 30 milioni di dollari. Ha illustrato al pubblico News Digest: un'applicazione che due volte al giorno si propone di dare al pubblico un'idea ordinata delle principali notizie della giornata, per uscire dal "disordine" delle news a flusso continuo. È intervenuta anche Katie Couric, star dell'informazione televisiva ex volto di Nbc, Cbs e Abc News ora global anchor di Yahoo! News. La Couric ha detto che quello che fa oggi Yahoo! è «vero giornalismo».
L'occasione per lanciare i Digital magazine: canali verticali che lavorano sui contenuti editoriali. David Pogue, uno dei cronisti tecnologici più noti negli Usa, ex New York Times, ha lanciato il canale di tecnologia. Farhad Manjoo, ex Slate ora columnist di tecnologia del Wall Street Journal, non ha perso tempo per ironizzare su twitter sulla scarsa usabilità del sito.
Mayer ha inoltre annunciato l'acquisizione di Aviate, che organizza le app sulla base di come gli utenti utilizzano lo smartphone, e fatto salire sul palco il fondatore di Tumblr, acquisita da pochi mesi per 1,1 miliardi di dollari, per annunciare l'arrivo dei post sponsorizzati. Un passo nella direzione del native advertising già inaugurato su Yahoo! News Usa.
Yahoo! inaugura inoltre un brand unico per l'offerta pubblicitaria (Yahoo advertising) e una piattaforma per gli inserzionisti chiamata Yahoo ad manager: una serie di tool per gestire autonomamente gli acquisti di spazi.
Più contenuti, messaggi sponsorizzati all'interno degli stessi, star del giornalismo che passano a quello che è ormai un concorrente.
Da quando Marissa Mayer è passata a Yahoo! il valore del titolo in Borsa è raddoppiato, i ricavi stentano. I riflettori, però, oggi erano tutti per lei.

Come scoprire numero anonimo

Quante volte capita di ricevere chiamate in entrata sul proprio cellulare da “Sconosciuto” o “Unknown” o “Privato” ? L’utilizzo di una chiamata con un numero anonimo è una pratica comune utilizzata da stalker, ex. fidanzati o semplicemente persone che vogliono arrecare disturbo.
scopri chiamata anonima
Gli operatori telefonici italiani, permettono l’uso di una funzione per l’ovverride delle chiamate anonime che risulteranno quindi avere il numero in chiaro; questo servizio può essere mantenuto attivo per 15 giorni ma ad un costo di 25€ e con delle limitazioni (solo in alcuni casi potete usarlo per più di una volta). Per fortuna esiste una soluzione semplice ma geniale e soprattutto completamente gratuita!

Il servizio in questione si chiama Whooning. La funzione sfruttata per conoscere il numero è la devizione delle chiamate in entrata. Quando riceveremo una chiamata anonima o privata dovremo procedere a rifiutarla e deviarla automaticamente verso il servizio che si occuperà di svelare il vero numero del chiamante e comunicarcelo via mail.

Whooming non richiede l’installazione di alcun software e, per questo motivo, funziona su tutti i telefoni cellulari e non. L’unico requisito è il supporto da parte dell’operatore telefonico della deviazione di chiamata (Wind, Tim, 3, Vodafone la supportano).

Per gli increduli, gli autori di Whooming danno anche la possibilità di testare il servizio. Andate sulla pagina di test e chiamate il numero con l’anonimo; scoprirete che il servizio è in grado di trovare il vostro numero originale e ve lo mostrerà sulla pagina web.
Guardate il video ufficiale per il funzionamento più dettagliato:


Per utilizzare il servizio e scoprire i numeri anonimi, registratevi sulla pagina Registrazione Whooming. L’email e il vostro numero serviranno per comunicarvi i numeri svelati dal servizio e potrete utilizzare il sito per mantenere un registro delle chiamate anonime che ricevete. Dovrete verificare l’email e anche il numero di telefono, facendo uno squillo al numero di Whooming. Il servizio assocerà l’email al numero di telefono/rete fissa che state usando e potrà identificarvi come destinatario della chiamata anonima e, una volta svelato il numero privato, comunicarvelo via mail.
whooming chiamata privata

A questo punto, non dovete fare altro che abilitare il trasferimento di chiamata se occupato.
NOTA: Potete digitare *#67# per conoscere il numero attualmente in uso sul vostro telefono per la deviazione delle chiamate. Potrete in seguito reimpostare questo numero se non volete più sfruttare Whooming.
Per abilitare il trasferimento di chiamata sul numero del servizio (che è 0694802015) usate dei codici speciali che dipendono dal vostro operatore.
  • TIM, Vodafone o Wind: digitate **67*0694802015#
  • 3: digitate **67*0694802015*11#
  • Rete fissa: digitate *22*0694802015#
Da questo momento in poi, rifiutando la chiamata oscurata, riceverete nel giro di pochi instanti la mail con il numero anonimo svelato di chi ha provato a contattarvi. Provatelo voi stessi con i vostri amici per verificarne il funzionamento. Ricordatevi che il servizio è totalmente gratuito; se funziona e siete soddisfatti, potete anche decidere di fare una donazione agli autori per supportare un servizio che necessità comunque di un’infrastruttura scalabile e di persone per essere mantenuto in piedi.


Fonte

Intel presenta Edison, un mini computer per i dispositivi indossabili

Intel presenta Edison, un mini computer per i dispositivi indossabili
Il futuro della tecnologia, è cosa oramai ben chiara a tutti, sono i device indossabili (o almeno così sembrerebbe essere). Anche Intel, al pari di altri colossi dell’IT, ne è pienamente convinita e la dimostrazione più evidente di ciò sta senz’altro nella presentazione, avvenuta sul palcoscenico del CES 2014, di Edison.
Si tratta di un mini computer grande quanto una scheda SD, dotato di connettività Wi-Fi e Bluetooth, basato sul sistema operativo Linux e, appunto, ideato in maniera specifica per gli indossabili.
Il CEO di Intel Brian Krzanich ha descritto il prodotto come un system on a chip con architettura Quark che è stato progettato con la medesima filosofia di quelli per device mobile.
Unitamente ai moduli per la connettività Edison integra inoltre una memoria LPDDR2, NAND Flash e interfacce di I/O per estendere le capacità.
Prossimamente Intel offrirà anche un app store specifico per il mini computer oltre ad unaspeciale versione di Wolfram.
Per dimostrare il potenziale della nuova tecnologia sviluppata il CEO di Intel ha mostrato dei concept di diversi prodotti chiamati Nursery 2.0. Si tratta di soluzioni specifiche perbambini dotate di Edison. Tra questi sono presenti uno scalda latte intelligente che inizia a riscaldarsi quando il bambino comincia a piangere ed in determinate condizioni ed una tartaruga giocatolo integrata in una tutina che va a monitorare i parametri vitali del bambino riportandoli al genitore.
Al fine di cercare di far riscuotere il maggior successo possibile ad Edison e, di conseguenza, nel tentativo di attirare l’attenzione di un ampio numero di sviluppatori Intel ha inoltre dato il via ad una competizione tramite la quale offrirà un massimo di 1,3 milioni di dollari in premi a chi utilizzerà il suo nuovo dispositivo per realizzare device indossabili che ne sfruttino il potenziale. Il primo premio dovrebbe consistere in 500 mila dollari in denaro.

Hackintosh Mavericks come installare OS X Mavericks in un normale PC [GUIDA]

Ecco a voi la guida che vi aiuterà passo-passo nell’installazione di Mavericks in un qualsiasi PC (basato su piattaforma Intel)


Come sempre, sottolineiamo che non è prettamente legale installare una copia di OS X in un sistema diverso da quello proprietario Apple. Tuttavia Apple non ha mai espresso pareri diretti sull’argomento che, finora, ha tollerato. Sono infatti poche le persone che eseguono quest’operazione e la maggior parte lo fa solo per test personali. Se infatti volete sfruttare l’intero potenziale di OS X consigliamo sempre di acquistare un computer Mac. Tuttavia un hackintosh può essere una base di partenza per verificare se ci si trova a proprio agio con il sistema operativo di casa Apple. Raccomandiamo poi di eseguire un backup dell’intero HD/SSD dato che andranno persi tutti i dati presenti. Inoltre non demordete se “non va alla prima”, dato che quasi certamente ci vorrà tempo per trovare le giuste configurazioni per il vostro PC. Detto questo buona installazione a tutti e, ricordate ancora una volta, fate un bel backup!
SE AVETE GIA’ OS X INSTALLATO NEL PC E VOLETE AGGIORNARLO LEGGETE QUI

Mac-OS-X-Mavericks-Logo
Cosa serve
1. Un Mac da dove poter scaricare la copia di Mavericks dall’App Store (ricordiamo che è gratuita). Se non avete l’accesso ad un Mac potete optare per un’installazione su macchina virtuale seguendo questa guida oppure installare OS X Lion aiutandovi con quest’altra guida.
2. Un PC compatibile con OS X Mavericks. Esiste una wiki creata apposta per verificare questo: se avete un PC assemblato, unportatile o un desktop pre-assemblato. Se non trovate i vostri componenti il lista non vi preoccupate. Potrebbe essere che nessuno abbia aggiornato la wiki. In questo caso rivolgetevi al forum ufficiale del progetto hackintosh. Qui potete leggere le discussioni (c’è anche la sezione italiana), porre domande e molto altro.
3. Chiavetta USB da almeno 8GB.
4. UniBeast (dovete registrarvi per scaricare il software) che ci premetterà di creare una chiavetta USB avviabile eMultiBeast (vale la registrazione di prima, il sito è sempre quello) che serve ad installare i driver (o meglio, i kexts) necessari al funzionamento di Mavericks oltre al bootloader.

Parte 1: il download di OS X Mavericks
Finalmente per la prima volta è possibile il download gratuito del sistema operativo di casa Apple. L’unico requisito è, come suddetto, avere un sistema Mac. Non dovete far altro che aprire il Mac App Store, fare il log in con il vostro Apple ID (createne uno se non l’avete) e scaricare OS X Mavericks (che verrà scaricato in /Applicazioni).

Parte 2: preparazione della chiavetta USB
Ora comincia il bello! State molto attenti ai seguenti passaggi. Se saltate qualcosa tutto il vostro lavoro sarà perduto. No, scherzi a parte, state molto attenti a eseguire queste operazioni seguendo tutti i passaggi attentamente.
1. Inserite la chiavetta USB
2. Andate nella barra dei menu del Finder e selezionate “Vai” > “Utility” > “Utility Disco” oppure andate in /Applicazioni/Utility/Utility Disco
3. Selezionate la chiavetta USB nella colonna di sinistra (mi raccomando di selezionare l’USB in cui si vuole fare l’installazione di Mavericks e non altro!!)
SanDisk_Cruzer_Edge_Media
4. Premi il tab “Partiziona”
5. Nel menu a scalata di “Schema partizioni:” scegli “1 partizione”
Schermo_intero_24_10_13_17_52
6. Clicca su “Opzioni…” e seleziona “Master Boot Record (MBR)”. Premi “OK”
SanDisk_Cruzer_Edge_Media
7. Su “Informazioni partizione” vai su “Nome:” e digita quello che vuoi (per esempio USB), su “Formato:” scegli “Mac OS esteso (Journaled)”
8. Clicca su “Applica” e infine “Partiziona”
9. Scarica UniBeast e avvialo. Clicca su “Continua”, “Continua”, “Continua” e “Accetta”.
10. Ti chiederà ora di scegliere dove installare UniBeast: scegli “USB” (o come avevi chiamato la tua chiavetta) e clicca “Continua”.
Screen Shot 2013-10-11 at 8.33.06 PM
11. Ora ti ritrovi sulla schermata “Custom Install on “USB”". Seleziona “Mac App Store Mavericks – 10.9″. Se stai installando Mavericks su un Socket LGA 1156 (fai una googolata se non sai di cosa si tratta) seleziona anche “Legacy USB Support”. Mentre la voce “Laptop Support” va selezionata solo se volete installare Mavericks su un computer portatile (ossia un laptop). Clicca su “Continua”. Inserisci la password e clicca su “Installa”.
Ora UniBeast creerà una chiavetta USB avviabile (bootable). L’intera operazione dura circa 10-15 minuti, ma la durata varia dalle prestazioni del tuo PC. Se vi verrà indicato che l’installazione impiegherà un’ora o più non preoccupatevi, è normale (come sostenuto per l’appunto dai creatori di UniBeast). Ricordatevi di non scollegare l’USB o spegnere il PC.
12. Scarica MultiBeast e copialo all’interno della chiavetta USB (ovviamente dopo che UniBeast ha terminato l’installazione), basta che semplicemente trascini MultiBeast dentro la chiavetta USB.

Parte 3: ottimizzazione del BIOS/UEFI
State molto attenti a questo passaggio! Se non sapete cosa sia il BIOS/UEFI lasciate perdere per ora. Se modificate valori in modo errato all’interno del BIOS/UEFU potreste compromettere l’intero computer sino a rovinare compienti hardware! Fate dunque molta attenzione a quello che modificate!
1. Per accedere al BIOS/UEFU tieni premuto il tasto “CANC” mentre il sistema si sta avviando.
2. Riporta il BIOS/UEFI alle opzioni di default “Optimized Defaults”.
3. Controlla che gli hard disk siano settati in “AHCI mode”.
4. Controlla che la voce “X.M.P. Memory Profile” sia su “Profile 1″. [opzionale]
5. Se supportato dalla vostra CPU, disabilita la voce “VT-d”
6. Verifica che “Fast Boot” o “Quick Boot” sia settato su “Disabled”. [su BIOS]
7. Controlla che “No-Execute Memory Protection” (o XD) sia dettato su “Enabled”. [su BIOS]
8. “HPET” dev’essere in “64-bit mode”. [su BIOS]
9. “ACPI Suspend Type” in “S3 (STR)”. [su BIOS]
10. “eXtreme Hard Drive (XHD)” su “Disabled”. su [BIOS]
11. Salva ed esci
Le seguenti voci potrebbero differire da scheda madre a scheda madre ed alcune di queste potrebbero essere non presenti. Ma non preoccupatevi perché il nome è spesso simile.

Parte 4: installazione di OS X Mavericks
Eccoci giunti alla parte più interessante. Finalmente possiamo installare il nostro amato Mavericks! Seguite i punti successivi con molta attenzione.
1. Accendi o riavvia il tuo PC.
2. Premi ripetutamente F8 (su ASUS) o F12 (su Gigabyte) per accedere alla schermata di boot.
3. Scegli “USB”
4. Ora ti ritroverai (se tutto è andato a buon fine) su Chimera, che non è altro che un bootloader che ci consente di eseguire OS X sul nostro PC. Scegliete USB e premete “Invio” sulla tastiera.
N.B. Se avete problemi con l’installer provate a fare il boot con il comando “-x”. Di default il boot viene fatto con “GraphicsEnabler=No”, “IGPEnabler=Yes” e “PCIRootUID=1″. Dunque questi sono i comandi che avete a disposizione (vi ricordo che potete inserirne anche più di uno, ovviamente di seguito) consigliati da TonyMacX86 (QUI la lista completa):
boot-x
-v (verbose Mode- allowing you to see the loading of the OS instead of the Apple Boot Screen. Same as holding “v” on a Mac at startup.)
-x (safe Mode- loads only basic drivers. Same as holding “x” on a Mac at startup.)
-s (single user mode- allows user to access the command line before booting the OS. Same as holding “s” on a Mac at startup.)
npci=0×3000 (this setting may be necessary on motherboards using Fermi and Kepler NVIDIA cards for installation.)
PCIRootUID=0 (UniBeast has PCIRootUID=1 set by default for the most universal support for recommended builds. Set it manually to 0 by typing this command at the boot screen above.)
Servono per risolvere i problemi legati al boot con vecchie schede grafiche e/o vecchi componenti hardware.
Piccolo appunto:
#per i possessori di un sistema UEFI (come Gigabyte Z77 o Z87): inserite “GraphicsEnabler=Yes” se avete una scheda video Nvidia della serie 9xxx, 2xx, 4xx, 5xx;
#per i possessori di un sistema BIOS (Award BIOS) (come Gigabyte P55 o Z68): inserite “GraphicsEnabler=Yes PCIRootUID=1″ se avete una scheda video Nvidia della serie 9xxx, 2xx, 4xx, 5xx.
5. Una volta giunto all’installer, dopo aver esultato (ma non troppo), scegliamo la lingua (italiano, presumo). Ovviamente in questa guida stiamo parlando di installazione “pulita” ossia senza aver OS X pre-installato. Se invece volete fare un aggiornamento da Mountain Lion/Lion o precedenti seguite questa guida.
N.B. Partizionando l’HD perderai tutti i dati all’interno di esso perchè verrà anche formattato! Fai quindi una copia di backup! Altrimenti dovresti partizionare l’HD con Windows (utilizza gestione disco oppure ti consiglio Acronis Disk Director 11 Home). Inoltre il MAC non funziona su HD in MBR ma solo in GPT (GUID). Quindi se vuoi convertire un HD da MBR a GPT perderai tutti i suoi dati. Per non perdere i dati puoi usare il programma prima citato (Acronis) che mantiene i tuoi dati al sicuro. Ti consiglio in ogni caso di fare un backup. Ti ricordo inoltre che non puoi fare la suddetta conversione se nell’HD c’è già installato un sistema operativo (perché la partizione sarebbe attiva).
6. Andate su “Utilities” (nella barra dei menu in alto) > “Utility Disco”. Selezionate l’hard disk in cui desiderate installare OS X (nella barra di sinistra).
7. Seleziona la scheda “Partizione” > “Schema volume” > “1 partizione”. Vai su “Opzioni…” (in basso a sinistra) e scegli “Tabella Partizione GUID”. Digita il nome della partizione che preferite (es. Mavericks, Mac, OS X, ecc) e imposta il formato in “Mac OS esteso (Journaled)”. Clicca su “Applica”, “Partiziona”. Infine chiudi l’Utility Disco.
8. Seleziona dove volete installare Mavericks (ovviamente nella partizione appena creata).
9. Alla fine dell’installazione vi verrà chiesto di riavviare. Dunque riavviate.

Parte 5: fase di post-installazione
E’ la fase più complicata anche perché se pensavamo di aver fatto il lavoro grosso, in realtà viene tutto ora. Infatti starà a noi decidere i kexts giusti da installare senza incappare in errori che potrebbero portare ad un kernel panic (ossia un blocco del nostro sistema) dovendo dunque rifare tutto da capo. Seguite dunque i seguenti passaggi prestando sempre la massima attenzione.
1. Accendi o riavvia il tuo PC.
2. Premi ripetutamente F8 (su ASUS) o F12 (su Gigabyte) per accedere alla schermata di boot.
3. Scegli “USB”
4. Ora ti ritroverai (se tutto è andato a buon fine) su Chimera, che non è altro che un bootloader che ci usb+mavsconsente di eseguire OS X sul nostro PC. Scegliete la partizione che avete creato (vi verrà fuori il nome che avete deciso in precedenza, nel nostro caso “Mavericks”) e premete “Invio” sulla tastiera.
5. Completa l’installazione di Mavericks.
6. Avvia MultiBeast (che se vi ricordate abbiamo messo nell’USB).
7. In “Quick Start” possiamo scegliere EasyBeast, UserDSDT o DSDT-Free (potete leggere la chiara descrizione, ovviamente in inglese, di cosa significano queste voci). Oppure possiamo andare direttamente in Drivers per scegliere noi stessi quali kexts installare a seconda delle nostre componenti (abbiamo infatti la parte Audio, Disk, Graphics, Misc, Network e System). Inoltre c’è il pannello Customize per ulteriori impostazioni. Possiamo lasciare perdere il tab Bootloaders visto che l’abbiamo già installato in precedenza. Ovviamente qui sta a voi decidere cosa scegliere di installare e cosa non. Ovviamente da qui dipenderà tutto. Se sbagliate qualcosa avrete probabilmente in kernel panic. Se invece non installate qualcosa di importante probabilmente non funzionerà più qualche componente (tipicamente l’audio o la rete internet). Una novità di quest’anno è la possibilità di poter salavare o stampare la propria configurazione (vi consiglio di farlo, potrebbe tornarvi utile in futuro). Infine c’è il tab Build dove potete dare l’ok all’installazione (incrociate le dita!).
mb3
8. Riavvia il computer.
ECCO FATTO! Avete il vostro Mac nel vostro PC! Non è sensazionale? A mio avviso si!
mavs mb

Link Download per Grand Theft Auto San Andreas (Android)




Cinque anni fa, Carl Johnson fuggì dalle pressioni della vita a Los Santos, San Andreas, una città strappo si distingue con la banda di difficoltà, la droga e la corruzione. Dove star del cinema ei milionari fanno del loro meglio per evitare i concessionari e gang.

Ora, è degli anni 90. Carl avuto modo di tornare a casa. Sua madre è stata uccisa, la sua famiglia si è sfasciata ei suoi amici d'infanzia sono tutti diretti verso il disastro.

Al suo ritorno nel quartiere, una coppia di poliziotti corrotti lo incastrano per omicidio. CJ è costretto in un viaggio che lo porterà attraverso l'intero stato di San Andreas, per salvare la sua famiglia e per prendere il controllo delle strade.

Rockstar Games porta il suo più grande rilascio di cellulare ma con un vasto open-world che copre lo stato di San Andreas e le sue tre grandi città - Los Santos, San Fierro e Las Venturas - con una maggiore fedeltà visiva e oltre 70 ore di gioco.

Grand Theft Auto: San Andreas caratteristiche:
• Remastered, grafica ad alta risoluzione costruiti appositamente per i dispositivi mobili tra cui miglioramenti per l'illuminazione, una tavolozza di colori arricchito e modelli dei personaggi migliorati.
• Copertura salvare il supporto per la riproduzione su tutti i dispositivi mobili di Rockstar Social Club Members.
• Comandi doppi stick analogico per la fotocamera e il controllo dei movimenti.
• Tre differenti schemi di controllo e comandi personalizzabili con opzioni contestuali per visualizzare i pulsanti solo quando ne avete bisogno.
• Compatibile con i controller di gioco Moga wireless e selezionare Bluetooth e gamepad USB.
• Integrazione con Immersion effetti tattili.
• Tailor tua esperienza visiva con impostazioni grafiche regolabili. Lingue supportate: inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, russo e giapponese.
• Comandi doppi stick analogico per la fotocamera e il controllo dei movimenti.

• Tre differenti schemi di controllo e comandi personalizzabili con opzioni contestuali per visualizzare i pulsanti solo quando ne avete bisogno.

Come installare:
1) Installare l'apk
2) Inserire la cartella dei dati di sdcard / Android / OBB / ...
3) Avviare e giocare GTA: San Andreas!



Download






Nuova Interfaccia TouchWiz per Smartphone Samsung con Android




Nell'immagine sopra è possibile vedere tre screenshot della nuova interfaccia TouchWiz che Samsung presto integrerà nei propri smartphone con sistema operativo Android.
TouchWiz è uno dei tratti caratteristici degli smartphone Samsung, infatti l'interfaccia aggiunge una personalizzazione al sistema operativo di Google, ed in questa nuova versione appare ancora più funzionale, elegante e colorata.

Si tratta di una riprogettazione completa per l'interfaccia utente sviluppata da Samsung, che oltre alle modifiche estetiche, ovvero nuovo design delle icone e dei widget, introduce nuove ed interessanti funzioni, come accesso rapido a mappe, itinerari, luoghi, notizie ed altro ancora direttamente dalla schermata di blocco del telefono.

Per il momento Samsung non ha annunciato nessuna data di rilascio o i dispositivi che integreranno questa nuova TouchWiz, anche se si può ipotizzare che il produttore coreano introdurrà la nuova interfaccia utente nell’aggiornamento ad Android 4.4 KitKat, quindi i primi smartphone a beneficiarne dovrebbero essere il Galaxy S4 e il Galaxy Note 3 e a seguire gli altri.

Fonte